nov 15 2008
Terza giornata della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. Si è concluso il workshop curato dall’Enit
Villani: “Il successo del workshop è il segnale che la Borsa è ormai un evento di livello mondiale”
Austria, Belgio, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, India Olanda, Russia, Spagna, Stati Uniti, Svezia e Svizzera: sono questi i Paesi dai quali provengono gli ottanta buyers che hanno preso parte al workshop conclusosi questo pomeriggio a Paestum nell’ambito della undicesima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.
Oltre duecento operatori dell’offerta turistica si sono confrontati al fine di incrociare la domanda di pacchetti turistici orientati al segmento culturale ed archeologico in particolare.
“Il successo del workshop – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Salerno Angelo Villani – è confermato dalla presenza numerosa di operatori e buyers. Questo è un altro importante segnale che la manifestazione ha ormai raggiunto un livello qualitativo che di fatto la colloca nel circuito degli eventi più rilevanti del settore a livello mondiale. La quantità dei contatti avvenuti autorizza a prevedere una positiva ricaduta dal punto di vista economico anche sul territorio salernitano: un risultato che naturalmente conforta gli sforzi profusi dalla Provincia di Salerno. In merito al ruolo delle Regioni nello Sviluppo del Turismo Culturale – ha proseguito Villani – credo che modello di governance sia ancora troppo frammentato. Tutti fanno tutto, non si capisce chi deve fare cosa. Le risorse sono poche e la frammentazione non aiuta. Non si comprende quale direzione ha intenzione di seguire il Governo in materia di turismo. Infine, il famoso portale Italia è un grande insuccesso bipartisan – ha concluso Villani – doveva essere uno strumento di promozione del brand Italia in maniera unitaria, invece si è rivelato uno dei più grandi flop degli ultimi anni”.
Nel corso della mattinata ha avuto luogo il convegno sul tema “Il ruolo delle Regioni nello Sviluppo del Turismo Culturale nel Mediterraneo a cura dell’Ansa, nel corso del quale è stato presentato un canale di informazione specializzato per la Pubblica Amministrazione. Un canale che, per ogni regione, informerà, promuoverà, trasformerà le risorse in mete turistiche e, dunque, in giacimenti economici. Presentato oggi nel corso della XI edizione della Borsa Mediterranea del turismo archeologico, il canale di informazione sarà dunque, una ‘finestra’ multimediale che fornirà anche una visione unitaria delle tante iniziative, progetti, idee, suggerimenti che le amministrazioni, in tutta Italia, attuano ma che spesso, anche a causa di una scarsa informazione, difficilmente sono note. Un canale, ha sottolineato il direttore dell’ANSA, Giampiero Gramaglia, che vuole essere il ‘luogo dell’informazione’ delle iniziative per il turismo delle Regioni e degli Enti Locali. Un progetto coordinato dal vice direttore vicario Carlo Gambalonga e illustrato, a Paestum, da Maurizio Lunetta, responsabile marketing e dal responsabile della sede regionale del Friuli Venezia Giulia, Alfonso Di Leva.
Archeotoon: vince Grosseto con “La bellezza ritrovata”
Menzione speciale per la scuola di Madrid
Bmta, centinaia di ragazzi hanno realizzato film di animazione a tempo di record
“Istituire le Soprintendenze del Mare con la Nuova riforma del MiBac”:
gli ArcheoClub d’Italia lanciano da Paestum la proposta per il Ministro Bondi
Dalla Conferenza “Archeologia Subacquea: prospettive di salvaguardia , valorizzazione e tutela del Bene Sommerso” i punti di un Documento che sarà sottoposto a Roma per sistematizzare la gestione del patrimonio in fondo al mare
Dalla Spagna all’Algeria, dal Sud al Nord dell’Italia, centinaia di ragazzi delle scuole superiori hanno assistito alla premiazione di Archeotoons, la gara tra i film di animazione realizzati dagli studenti delle regioni del Mediterraneo, in collaborazione con Animathon Inc. La vittoria è andata al film dal titolo: “La bellezza ritrovata” – l’Arte non deve affondare, la bellezza non può scomparire – dei ragazzi di Grosseto (Istituto d’Istruzione superiore statale Aldi), per “espressività e immediatezza” delle immagini che mostrano una cattedrale salvata dalle acque. Menzione speciale per “El efelto mariposa” – segobriga – della scuola di Madrid (Spagna – Istituto Las Canteras) per “freschezza ed intuitività”. Hanno ricevuto targhe ricordo “Ciao, 1,618” – T’hallaw – degli alunni dell’Algeria (Algeri – Scuola Superiore delle Belle Arti), per “il profondo impegno”; “Manimazione” – Le tue mani fanno la differenza – per la Valle d’Aosta (Aosta – Istituzione scolastica di Istruzione Classica e Artistica), per “la capacità di realizzare effetti”; “La pagina magica” – Non c’è tutela senza conoscenza, scegliamo il passato per costruire il nostro futuro – della scuola di Agrigento (Istituto professionale di Stato per il Servizi Commerciali e Turistici Gallo), per “la fantasia e la capacità di sintesi”; “Gli invasati” – L’anima anima il cuore – dei ragazzi di Civitavecchia (Istituto d’Arte), definito dalla giuria “geniale”, per le immagini del vaso che viene ricostruito dalle stesse figure che lo ornano, “simbologia della volontà che c’è di conservare il nostro patrimonio”.
La giuria era composta dal presidente Carlo Delfino, editor, da Mauro Cesaretto, restauratore di Rovigo e da Carmine Pino, scultore sardo.
I film sono stati realizzati a tempo di record nella settimana della Borsa sul tema dell’ “Archeologia da salvare”. L’iniziativa è curata dagli esperti canadesi di Animathon Inc. André Leduc e Florence Bolté.
“I lavori sono talmente diversi l’uno dall’altro – ha detto il presidente della Giuria Delfino – a testimonianza di quanto la Borsa e l’esperienza di Archeotoon, significhino scambio di culture”.
“Sette giorni di lavoro in allegria – ha detto il Direttore della Bmta Ugo Picarelli – per risultati ogni anno più entusiasmanti”.
“All’interno della Riforma ora allo studio per la riorganizzazione degli Uffici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, chiediamo che venga finalmente posta la giusta attenzione al patrimonio sommerso, anzitutto con la ratificazione della Convenzione UNESCO del 2001 ‘Ricerca, Valorizzazione e Tutela dei Beni Archeologici nel Mediterraneo’ e, soprattutto, con la conseguente Istituzione di almeno tre Soprintendenze del Mare che si possano occupare in modo stabile ed esclusivo del recupero, della protezione e della musealizzazione di una fetta considerevole del patrimonio italiano per troppo tempo preso in scarsa considerazione”. Così il Presidente Archeoclub d’Italia Clelia Arduini ha sintetizzato i punti emersi questa mattina a Paestum a conclusione della Conferenza “Archeologia Subacquea: prospettive di salvaguardia, valorizzazione e tutela del Bene Sommerso”, dove è stata approntata la bozza di un Documento di proposta al Ministro Bondi.
L’obiettivo del Tavolo, che ha visto riuniti i rappresentati del Comitato Scientifico di “Marenostrum” – struttura specialistica degli Archeoclub dedicata proprio all’Archeologia Subacquea – composto da Claudio Mocchegiani Carpano (della Direzione Generale per i Beni Archeologici MiBAC), Sebastiano Tusa Soprintendente del Mare Regione Sicilia (unica presente in Italia), Luigi Fozzati (Soprintendente del Friuli Venezia Giulia), Annalisa Zarattini (della Soprintendenza del Lazio), Massimiliano Marazzi (dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli), Annamaria Buzzi (Dirigente MiBac), Rosario Santanastaso Responsabile Marenostrum Arcehoclub d’Italia, è quello di portare all’attenzione dell’Ente centrale tutte le problematiche legate ad un patrimonio stimato, da un censimento del 2004 solo per le Regioni Campania, Calabria, Basilicata e Puglia, in 286 siti archeologici su un totale di 763 (99 in Campania).
Del resto basta pensare, come ricordato da Fozzati, “che l’Italia ha ben 7.375 km di Costa”, e, come rimarcato invece da Santanastaso, “il rischio sciacallaggio dei beni sommersi è sempre più alto”. Tra gli altri spunti, i problemi di sicurezza dell’archeologo subacqueo, la necessità di sincronismo degli interventi in fase operativa di tutte le conoscenze da mette in campo per uno scavo marino (dal geologo al biologo) e, non ultimo, come più volte richiamata dal Soprintendente Tusa, “la necessità di prevedere, in sede di progetto di recupero del bene, fondi a sostegno di tutta la filiera archeologica, dallo scavo alla musealizzazione del Bene ritrovato, altrimenti destinato ad ingrossare i tanti magazzini dove in Italia vengono destinati all’oblio molti reperti”.
Sempre nella terza giornata della Borsa, nel primo pomeriggio l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, insieme all’associazione Mar e alla società Pleiadi srl, hanno presentato “Hereditas Marina” campagna nazionale finalizzata alla riscoperta e al recupero del patrimonio marittimo, materiale e immateriale, mediante iniziative di promozione della storia, delle tradizioni e della cultura marittima del nostro Paese. Nell’ambito dell’incontro è stato proposto anche il documentario “Hierapolis” di Folco Quilici.