ago 13 2008

Dall’incontro con De Sica all’amicizia con De Andrè Piovani a tutto tondo a Paestum

Published by admin at 11:01 under eventi

Tutto in piedi il pubblico della manifestazione per i 3 bis del Maestro roman. Entusiasta il pianista: “Nessun lettore mp3 potrà riprodurre questa magia”

Emozioni sul filo dell’amarcord all’’eccezionale incontro tra due Patrimoni dell’Umanità: un feeling inesauribile oltre l’immaginazione tra Nicola Piovani e i Templi di Paestum, un’apoteosi spettacolare consumatasi ieri sera, martedì 12 agosto, quando il Maestro Premio Oscar si è per la prima volta esibito nell’Area Archeologica nell’ambito dell’undicesima edizione del Paestum Festival.

Un poetico vibrato lungo un’ora e mezza tra i capolavori composti per i film dei Taviani, di Moretti, Fellini, Benigni – tra i titoli La notte di San Lorenzo, Caro Diario, La messa è finita, La Stanza del Figlio, Pinocchio, Il suonatore Jones, Anno zero – con il refrain de La Vita è Bella a scandire i passaggi.

“Un signore ha detto che se non vai in tv non esisti – ha tuonato dal palco il pianista compositore – allora amici di Paestum sono contento di non essere esistito con voi questa sera. Ed invece questo modo di fare spettacolo, la musica diretta, ha un millennio dietro e ne avrà uno avanti: nessun lettore MP3 potrà riprodurre questa magia, l’affiatamento sul fiato del pubblico”.

Prosegue il suo pensiero quando introduce come profetica l’ultima frase pronunciata da Benigni nel film “La Voce della Luna" di Federico Fellini – “se ci fosse un po’ di silenzio, se tutti facessero un po’ di silenzio, forse qualcosa potremmo capire” – prima di suonarne il tema.

L’intesa tra l’artista romano ed il pubblico di Paestum si è creata da subito, fin dal pomeriggio, quando Piovani ha varcato la soglia della Piazza Basilica. “Spero di essere all’altezza di tanta maestosità – aveva esordito indicando i Templi adiacenti – qui ho ritrovato con sorpresa un vecchio amico, Mario Crasto De Stefano, con il quale negli anni ’70 abbiamo condiviso un momento di grande fermento, uno scambio di movimento culturale che legata il teatro romano, toscano e napoletano”.
Tanti i ricordi a cui si è abbandonato su sollecitazione delle domande del pubblico, come il primo incontro con Vittorio De Sica quando, ha raccontato, “lavoravo per un night club romano ed una sera, il cantante che accompagnavo invitò il Maestro a salire sul palco per interpretare ‘Parlami d’amore Mariù’. Appena l’ho riconosciuto, ho iniziato a sudare freddo temendo di non essere all’altezza, ma lui fu eccezionale, lasciandomi carta bianca sulla nota e mimando gli acuti come solo lui avrebbe saputo fare”.
Agli studenti di Conservatorio presenti ha citato Benigni come esempio di “endecasillabo vivente”, mentre sullo stato dell’arte della cultura italiana ha lasciato parlare il dato: “solo lo 0,23% del PIL in cultura l’investimento dello Stato contro il 2% del resto dei Paesi europei”.

Entusiasta, tra un autografo ed una foto, ha accettato due piacevoli omaggi: un cd di musica popolare cilentana, ricordando che la “tradizione italiana è potentissima soprattutto grazie al Sud, anche se il rapporto tra la mia generazione e questa musica, fuori dai nostri programmi di studio, abbiamo dovuto costruircelo da soli”, ed una confezione di mozzarelle di bufala donatagli da Gennaro D’Alessio del rinomato Caseificio di Paestum Rivabianca.

Dopo ha lasciato parlare la sua Grande Musica. Sul palco all’ombra di Cerere il Maestro ha proposto anche una chicca in esclusiva: la versione strumentale di “Storia di un impiegato” per salutare la stella De Andrè, l’amico Fabrizio con il quale è stato legato da una lunga collaborazione.

Tutta in piedi la folta platea per acclamare il Maestro e la sua brillante formazione – Pasquale Filastó Violoncello, chitarra e tastiere, Cristian Marini alle percussioni, batteria e fisarmonica, Gianluca Pallocca al contrabasso, Marina Cesari sax e clarino – e spingerlo a ben tre bis.

“La vita è bella grazie a compositori come te” i commenti urlati tra gli applausi di una serata indimenticabile.

Dopo il forfait per motivi di salute di Sal Da Vinci, il Paestum Festival osserverà per domani, giovedì 14 agosto, una pausa. La kermesse riaprirà le porte del Teatro dei Templi il 15 agosto con Simone Di Pasquale in “Stasera Ballo Io”.

 
 

No responses yet

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.