lug 26 2008
Premio Charlot: ’100 ma non li dimostra, omaggio a Nino Taranto’. De Sica, Mattioli, Marsiglia, Califano infiammano il pubblico di Paestum
Una serata bella, divertente, a tratti anche un po’ nostalgica, e per filo conduttore il ricordo di un artista eccezionale, Nino Taranto. Sul palcoscenico la “mitica” paglietta (quella originale, messa a disposizione dalla Fondazione Taranto) ha fatto da compagnia a quanti vi sono saliti. La serata di Gala della XX edizione Premio Charlot, nel suggestivo scenario della zona archeologica di Paestum ha riscosso un successo enorme, grazie anche al parterre d’artisti d’eccezione che ha voluto mettere la propria arte al sevizio del “ricordo”.
Magistrali interpretazioni dei classici dell’artista partenopeo sono state offerte al folto pubblico dagli uomini e donne dello spettacolo di oggi, personaggi che con un po’ di emozione hanno voluto rendere un reverenziale omaggio a quel Nino Taranto probabilmente troppo poco celebrato.
Un applauso spontaneo della platea ha sottolineato l’ingresso di Cristian De Sica, momento che ha dettato anche l’inizio della serata magistralmente condotta da un brillante Giancarlo Magalli, colui che fu conduttore, venti anni fa, della prima edizione del Premio Charlot.
E proprio nelle fasi iniziali dello spettacolo realizzato in collaborazione con Rai Trade, PalcoReale e Rai Palcoscenico, al patron della manifestazione, Claudio Tortora, la giuria, attraverso le parole di Rosario Mazzitelli, ha consegnato l’originale della medaglia d’oro commemorativa del ventennale del Premio realizzata dal Consorzio Oromare mentre, proprio a Magalli, è stata donata la copia numero 1.
La serata, divertente, veloce nei suoi attacchi e nella brillante conduzione, ha visto uno spedito susseguirsi di ospiti, non solo napoletani, che si sono cimentati in performances che, pur non essendo nelle corde di qualche artista, sono state tutte degne di grande risalto.
Ad aprire il “ricordo”, Massimo Venturiello che ha cantato uno dei classici intramontabili di Nino Taranto: “Ciccio Formaggio”, per poi cedere il palcoscenico a colui che ancora oggi qualcuno sostiene essere l’erede di Taranto, non solo artisticamente, considerata la somiglianza: Vittorio Marsiglia.
“A me dicevano che ero il figlio di Rascel – ha detto Magalli dopo l’esibizione – possiamo dire che tu sei il figlio di Taranto”.
Poi, ancora, tanta, tanta arte sul palcoscenico allestito dinanzi ai Templi che, per l’occasione, sono stati illuminati con soffuse, suggestive colorazioni. Angela Luce ha proposto “Malafemmena” e poi ha offerto una perla di recitazione con “Prezzetella ‘a capera”, Roberto Ciufoli per l’occasione ha interpretato il doppio ruolo maschile e femminile per far ascoltare “Tu lass’, tu pass’, tu cass’”, e ancora Alessandro Haber ha stupito il pubblico con una splendida interpretazione de “La Pansè”, e grandi applausi sono stati tributati alla “Zazà” interpretata da Tosca.
Ma sul palcoscenico di Paestum sono saliti anche Antonio Casagrande che affiancato da Corrado Taranto ha eseguito uno schech di Taranto, e poi ancora Gino Rivieccio in coppia con Marsiglia, Greg e Virginia e poi un grande Franco Califano: un susseguirsi di grandi artisti tutti uniti dalla voglia di ricordare Nino Taranto non solo artista, ma soprattutto uomo.
Consegna dei premi, poi, nel gran finale: la giuria del Premio Charlot ha premiato per la sezione fiction due attori: il giovane e valido Giuseppe Zeno e Maurizio Mattioli mentre per la sezione Cinema e Teatro il premio è andato ad un unico personaggio. Sul palcoscenico è salito Cristian De Sica che ha anche cantato una delle canzoni del padre “Mariù”. Un momento importante che ha anche dato la possibilità al patron Claudio Tortora di ricordare che l’anno prossimo, per la XXI edizione, sarà proprio Vittorio De Sica il protagonista della serata di Gala.